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28 Novembre 2025

Pubblicato il “Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile in Puglia”

E’ online, disponibile a questo link, il “Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile in Puglia 2022-2023” a cura della Consigliera di Parità e della Sezione Statistica della Regione Puglia.
Il documento restituisce l’elaborazione di dati delle imprese pugliesi partecipanti all’indagine del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sulla situazione del personale maschile e femminile, quali numero di lavoratori occupati (dato di stock), assunzioni (dato di flusso), promozioni professionali, passaggi di livello, licenziamenti e pensionamenti, retribuzioni, disaggregati per genere.
Per il biennio 2022/2023, le aziende con sede in Puglia che hanno risposto all’indagine sono complessivamente 1.197 per un totale di 209.363 occupati al 31 dicembre 2023.

Il Rapporto intende: evidenziare divari di genere in termini di assunzioni, promozioni, retribuzioni e accesso a ruoli dirigenziali, fornire dati aggregati utili per la programmazione di interventi correttivi, al fine di promuovere una cultura aziendale basata su merito e pari opportunità per adottare azioni utili ad una nuova organizzazione del lavoro equa, paritaria e che garantisca la giusta redistribuzione della ricchezza.

I risultati
Le imprese di medie dimensioni (51-100 dipendenti) sono le più frequenti tra quelle che hanno partecipato all’indagine.
Le grandi imprese (oltre 350 dipendenti), sebbene meno numerose, sono il principale motore occupazionale e rivestono un ruolo cruciale per l’impiego femminile. Esse, infatti, non solo impiegano quasi la metà di tutti i lavoratori rilevati dall’indagine, ma assorbono anche la maggioranza delle lavoratrici, mostrando una composizione di genere più equilibrata rispetto alle piccole imprese. Queste ultime, pur essendo numerose tra le rispondenti, contribuiscono in misura minore all’occupazione totale e presentano una più spiccata prevalenza maschile.
Le ore lavorate pro capite confermano il minor carico orario medio delle lavoratrici rispetto ai lavoratori uomini, una diretta conseguenza della prevalenza del part-time femminile. Fa eccezione la categoria dei dirigenti, dove le donne mostrano un impegno orario medio superiore agli uomini.
Gli operai, spinti soprattutto dalla componente maschile, registrano complessivamente l’intensità lavorativa media più alta. Questo tipo di analisi è cruciale per comprendere l’effettivo apporto lavorativo individuale e le disparità esistenti.
In alcune categorie (quella dei dirigenti), le donne guadagnano di più annualmente ma meno su base oraria; in altre (quelle di impiegati e operai), gli uomini guadagnano di più annualmente lavorando molte più ore, ma le donne percepiscono una paga oraria superiore; per i quadri, gli uomini sembrano avere un vantaggio sia sulla retribuzione annua che oraria.

Conclusioni
L’analisi dei dipendenti nelle imprese pugliesi rivela una netta segregazione di genere, sia verticale sia territoriale. Emerge che la presenza femminile è solida o maggioritaria solo nella qualifica degli impiegati, ma crolla drasticamente nei ruoli di quadro e dirigente, che restano a forte predominanza maschile. Anche la categoria degli operai è in prevalenza maschile. Questa tendenza, però, non è uniforme in tutta la regione. Province come Foggia e Lecce si dimostrano più equilibrate, con una presenza femminile decisamente più consistente ai vertici, mentre Barletta-Andria-Trani, Taranto e Brindisi mostrano un divario di genere molto più marcato. In sintesi, l’accesso delle donne ai ruoli di responsabilità incontra ancora forti ostacoli, con opportunità che variano significativamente a seconda della provincia.
Emerge un paradosso di fondo: a fronte di un livello di istruzione mediamente superiore, con tassi di laurea e diploma più elevati, le donne in Puglia continuano a registrare un tasso di occupazione che è drammaticamente inferiore a quello maschile. Questo si traduce in una maggiore disoccupazione, una più alta incidenza di part-time involontario e una tendenza alla sovraistruzione per la mansione svolta.

In allegato il Rapporto completo

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