21 Ottobre 2025
Settori TAC e Automotive al centro dell’incontro “Fabbisogni previsionali dei settori S3 in Puglia” dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro
Il settore TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzature) si conferma una filiera strategica per l’economia pugliese con forte radicamento nei distretti di Lecce, BAT e Bari, che concentrano l’85% delle attivazioni dell’ultimo biennio. Tuttavia, il saldo occupazionale risulta fragile: le attivazioni sono inferiori alle cessazioni e gli annunci online mostrano oscillazioni significative. Anche il settore Automotive si conferma una filiera di rilievo per la Puglia, con una forte concentrazione nelle province di Bari, Taranto e Lecce, che insieme assorbono il 78% delle attivazioni dell’ultimo biennio. A differenza del TAC, il comparto mostra una dinamica occupazionale più stabile.
Sono alcuni dei risultati delle analisi delle prospettive occupazionali delle filiere TAC e Automotive presentati in anteprima durante l’evento “Fabbisogni previsionali dei settori S3 in Puglia. Incontro di animazione della rete” che si è svolto oggi al Padiglione 152 della Fiera del Levante di Bari.
L’iniziativa si inserisce nelle attività dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro in Puglia (iniziativa finanziata dal PNRR – Next Generation EU – intervento “Istituzione di osservatori regionali dei mercati del lavoro locali” – PNRR M5C1 Investimento 1.1. “Potenziamento dei centri per l’impiego”, Linea di intervento 4 “Istituzione di Osservatori regionali del mercato del lavoro”, in attuazione del Piano di potenziamento dei centri per l’impiego e delle politiche attive del lavoro di cui al D.M. 74/2019 e ss.mm.ii..).
Durante l’incontro, che si è aperto con i saluti istituzionali del Dipartimento Politiche del lavoro, Istruzione e Formazione della Regione Puglia, del dirigente Sezione Politiche e Mercato del lavoro e dalla dirigente Sezione Ricerca e Relazioni internazionali della Regione Puglia, sono stati evidenziati trend territoriali, competenze richieste e previsioni a medio termine partendo da uno studio, realizzato da Intellera Consulting e illustrato da Marta Loro e Alessandro Figini Albisetti, inserito nel progetto PNRR “Istituzione di Osservatori regionali del mercato del lavoro”, il cui soggetto attuatore delegato è ARTI – Agenzia regionale per la tecnologia, il trasferimento tecnologico e l’innovazione.
Dopo una parte in plenaria moderata da Annamaria Fiore (ARTI) – Referente Osservatorio del Mercato del Lavoro in Puglia – i partecipanti sono stati suddivisi in due tavoli di lavoro dedicati a due settori strategici per l’economia della Puglia: TAC e Automotive. Al termine del confronto parallelo i referenti di Lattanzio KIBS Andrea Giacomelli e Saverio D’Eredità hanno raccolto spunti, domande e indicazioni che sono state poi oggetto di conclusioni.
Quello che è emerso è che il settore TAC si conferma una filiera strategica per l’economia pugliese, sebbene dal punto di vista delle competenze emergano segnali di trasformazione. Crescono infatti le soft skill legate al lavoro in team (+27%) e all’adattabilità al cambiamento (+16%), mentre tra le hard skill si rafforzano abilità come crafting, gestione dei cicli produttivi e conoscenza dei sistemi di ricircolo. Al contrario, si riduce la rilevanza di competenze gestionali tradizionali, come i principi di budgeting e gli standard di qualità. Il confronto tra annunci e tassonomia ESCO evidenzia un disallineamento: compaiono skill non convenzionali (lingue straniere, competenze digitali, contaminazioni intersettoriali) e una crescente domanda di profili ibridi, capaci di integrare manualità, tecnologie e sostenibilità. Le specializzazioni più richieste includono modellisti, cucitori e conduttori di macchinari, con competenze avanzate sui materiali tessili e sulla funzionalità delle macchine.
D’altra parte, anche il settore Automotive si conferma una filiera di rilievo per la Puglia. A differenza del TAC, il comparto mostra una dinamica occupazionale più stabile, con attivazioni superiori alle cessazioni e un incremento significativo degli annunci nel primo trimestre 2024, segnale di una domanda in crescita e di un possibile mismatch tra offerta e fabbisogni professionali. Le competenze richieste riflettono l’evoluzione tecnologica e la transizione ecologica in atto. Crescono le soft skill legate al lavoro in team (+19%) e le hard skill associate agli standard di qualità, alla lingua inglese e ai sistemi di ricircolo. Al contrario, si riduce la rilevanza di competenze gestionali tradizionali e di disegno tecnico, a favore di profili più orientati alla produzione avanzata e alla digitalizzazione. Il confronto tra annunci e tassonomia ESCO evidenzia un parziale disallineamento: alcune competenze chiave (automazione, meccatronica, elettronica) sono sintetizzate in modo generico negli annunci, mentre emergono anche skill atipiche o trasversali, segno di una crescente contaminazione tra settori. Le specializzazioni più richieste includono meccanici, tecnici elettronici, disegnatori industriali e ingegneri, con profili che integrano competenze pratiche e capacità di redazione tecnica.
L’analisi ha sottolineato la necessità di rafforzare la formazione tecnica e trasversale, aggiornare periodicamente i modelli previsionali e ampliare le fonti dati per intercettare tempestivamente i segnali di cambiamento. Le evidenze raccolte offrono spunti operativi per orientare le politiche attive regionali e per allineare i percorsi formativi alle reali esigenze del mercato.
Aggiornamenti, pubblicazioni e news sul mondo del lavoro sono disponibili sul sito dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro in Puglia a questo link.
Di seguito alcune foto dell’incontro.
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