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3 Ottobre 2025

La nuova geografia del lavoro in Italia: Istat aggiorna i Sistemi Locali del Lavoro

Il 2 ottobre 2025, l’Istat ha presentato la nuova geografia dei Sistemi Locali del Lavoro, definiti come: “Insiemi contigui di Comuni nei quali la maggior parte della popolazione risiede e lavora”.

La nuova geografia è basata sulla matrice di pendolarismo aggiornata al 2021, per la prima volta prodotta a partire dall’integrazione dei dati delle rilevazioni campionarie del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni 2021 con i registri statistici e dati amministrativi.

Questa griglia territoriale, costruita a partire dai flussi quotidiani casa-lavoro degli occupati, restituisce una rappresentazione funzionale delle interazioni tra comuni, utile per analizzare le dinamiche occupazionali e orientare la programmazione a livello locale.

A livello nazionale, i Sistemi Locali del Lavoro (SLL) sono passati da 610 (secondo l’ultimo aggiornamento del 2015) agli attuali 515. In Puglia, gli SSL sono 40; Bari è l’unico SLL pugliese tra i 16 di grande dimensione, ossia con una popolazione superiore ai 500 mila abitanti, secondo la definizione dell’Istituto Nazionale di Statistica.

Data la natura funzionale della geografia dei SLL, questi sono indipendenti dai confini amministrativi e possono quindi collocarsi a cavallo di più regioni e coinvolgere anche due o più province. Ad esempio, Spinazzola (BA) si colloca nel SLL di Melfi che ricomprende comuni di tre regioni diverse: Basilicata, Puglia e Campania.

Carlantino, Celenza Valfortore, San Marco la Catola e Volturara Appula, tutti comuni foggiani, ricadono invece nel SLL di San Bartolomeo in Galdo (in provincia di Benevento). Chieuti, Isole Tremiti e Serracapriola, invece, ricadono nel SLL di Termoli in Molise.

L’importanza di questa aggregazione territoriale risiede nel consentire una lettura dell’organizzazione spaziale della popolazione in aree auto-contenute dal punto di vista della domanda e offerta di lavoro.

Per approfondire sono disponibili, sul sito di Istat, il comunicato stampa e la nota metodologica a questo link.

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